Ughieia

Associazione culturale scientifica di medicina omeopatica veterinaria
Firenze

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Efficacia omeopatica e “scienza”

 

ciclo reversibile della Natura

 

Sic et simpliciter

 

L’efficacia è un fenomeno che anticipa spesso la comprensione.
L’efficacia analizzata non sempre dà origine ad una conoscenza esatta del fatto, più spesso solo interpretazioni (teorie) o forzature a buon pro.

Più spesso esistono in merito spiegazioni, congetture e quant’altro che esitano in “efficacie limitate o limitanti” che possono essere smentite, corrette o superate talvolta in breve tempo oppure dare origine a “resistenze” od effetti negativi palesi.


Ma “la scienza” è quella relativamente eterna …. come il sorgere ed il tramontare del sole … ?

Ovvero sia si tratta di un fenomeno inoppugnabile per sempre e che spesso non riusciamo completamente a capire e che comunque usiamo?
L’”efficacia palettata” o forzata o irreversibile o postulata etc etc, più spesso sconfina nell’efficientismo sterile o nell’occultismo pragmatico.


La conoscenza vive in una “zona d’ombra” perenne, da esplorare con l’intelletto. Non basta la ripetibilità, la statistica, il controllo dell’ultimo passaggio del meccanismo e quant’altro “all’interno dei paletti”, al di là del quali sfugge ogni approssimazione o precisione.
Tali “verità teoriche”, quasi teologiche, hanno più spesso avuto effetti collaterali sbilancianti ed hanno dimostrato il loro effetto postumo nefasto sia nell’ambiente globale che nella vita reale delle specie tutte.


L’efficacia legata alla Natura si identifica con la Fisiologia che manifesta i suoi prodigi e le sue leggi che difficilmente possono essere compresi integralmente per quello che sono o significano e che comunque non alterano mai gli equilibri del “sistema vita” se non in maniera reversibile.
Se l’homo sapiens distrugge l’homo erectus ed il suo ecosistema (micro e macrocosmo) legandolo forzosamente e preterintenzionalmente a dipendenze lucrose, riduzione delle resistenze fisiche e psichiche, convivenza con ogni genere di inquinamento etc. etc., forse è necessario che l’intelletto intervenga a favore delle “funzioni e del reversibile” della Natura.

 

Natura vs inquinamento

 

Se i disastri causati all’ambiente e alle varie specie, uomo compreso, sono gli effetti devastanti così manifesti tali da coprire tutti gli altri effetti positivi, forse non è più il caso di valutare “costi e benefici” ma osservare il continuo “deperito, degradato e non più utilizzabile come reversibile”.
Ma non stiamo assistendo ad un paradosso della cosiddetta scienza foriera di “nuove promesse negative”?
E se la scienza robotica e quant’altro annientano l’ecosistema naturale, depredandolo di materie prime che non sono inestinguibili e ricambiandolo con l’inquinamento e con danni incontrollabili al suo più piccolo organismo fin al più grande, cosa resta di questa scienza a cui dovremmo affidarci ciecamente?


La scienza e basta! Cui Prodest?


Meglio le piccole ed efficacissime dosi naturali omeopatiche!

 

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