Ughieia

Associazione culturale scientifica di medicina omeopatica veterinaria
Firenze

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Comunicazione sociale – Parte prima

 

Pollo senza antibiotici … (ed il resto dei prodotti chimici impiegati?)
Carne proveniente da allevamenti italiani, km zero … (ma come sono allevati?)

 

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A proposito di trasparenza, veridicità, efficacia e propositività inerenti all’alimento naturale e sano, aldilà della tracciabilità e delle certificazioni, garanzie poco efficaci … riteniamo che l’alimento naturale e sano debba provenire almeno dalle seguenti condizioni:

  1. Materia prima “non indotta né interferita” nel suo “accrescersi e formarsi” da alcuna sostanza chimica né da processi selettivi di “coltivazione” (selezione genetica determinata da criteri innaturali, test falsamente miglioratori (a senso unico), allevamenti tecnologici ecc.) che intossicano, fiaccano e sviliscono le produzioni alimentari alterandone la qualità e la intrinsecità originaria oltre che contribuire al malessere animale.
  2. Assenza assoluta di residui chimici nei prodotti alimentari, attuabile vietandone l’uso in maniera categorica nel ciclo produttivo insieme all’uso “esclusivo” di sostanze naturali omeopatiche con verifiche e controlli adeguati. (I tempi di sospensione delle sostanze chimiche non garantiscono la sanità integrale del prodotto finale perché comunque interferito da esse nel suo accrescersi in maniera innaturale e tossico. Inoltre l’eliminazione delle sostanze chimiche tossiche nell’ambiente esterno tramite urine e feci si verifica durante il periodo nel quale si svolge la terapia chimica (inquinamento)
    È indispensabile per la sicurezza, la sanità e la naturalezza di un prodotto alimentare l’uso esclusivo di prodotti naturali omeopatici per non inquinare, intossicare, tamponare ed interferire in molti modi e sistemi nell’attività di crescita e produzione naturale.
    Il procedimento di produzione è una “mescolanza sapiente” di più fattori equilibrati originariamente dalla natura e non processi arbitrari ed economici di esaltazione, esclusione, soppressione, selezione, ecc.
    È necessario rivalutare che cosa sia la conoscenza autentica ed originaria dei fenomeni naturali senza distorcerli per fini illeciti oltre che miopi ed insani.
  3. Apprezzabile il tentativo di separarsi dalle sostanze chimiche (antibiotici, vaccini, auxinici, stimolanti, ecc.) come cercano di operare alcune catene commerciali alimentari, aziende, allevamenti, ecc. nella produzione alimentare, ma perché non utilizzare l’”autostrada naturale della medicina omeopatica” che è sicura ed efficace e porta direttamente al risultato desiderato di un prodotto naturale e sano ben identificato?Ma poi …. oltre agli antibiotici nei polli (ed affini) esiste la tossicità dai vaccini, di antibatterici, sulfamidici, disinfettanti, antiparassitari, stimolanti, ecc. per cui il prodotto finale è comunque “sporco e modificato” dalle tecniche usate anche quelle “naturalizzate”, riciclate o pseudo naturali. La verifica organolettica ed altre ancora azzerano questi pseudo procedimenti allevatoriali.
  4. Vogliamo evitare ulteriori domande ed indagini “imbarazzanti e svelanti” ... Proponiamo “Aree di consorzio alevatoriali” regionali e nazionali a certificazione omeopatica per tutti gli animali di allevamento per ottenere un prodotto veramente “sicuro” fin dall’origine e controllato analiticamente in ogni sua fase produttiva.

Segue seconda parte: Ma chi è il pollo in questa storia?
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